Fashion and peace
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1435423102-flyingrainbowflag Borsa-multicolor-Chanel timthumb a1 L-abito-del-1993-con-la-scritta-Pace-ricamata-in-ogni-lingua_image_ini_620x465_downonly

La moda e la pace: in questo binomio singolare, il mondo della moda ha più volte sottolineato il desiderio di una geografia della pace, facendo sventolare una bandiera morale, intrinseca di significati oltre l’effimero.

Una strategia per educare la coscienza alla tolleranza, alle uguaglianze e far crescere ogni forma di vita alla vita, ai valori di una costituzione globalizzante, affermando la religione della pace con la pace.

Il desiderio di armonia, diventa l’ideale “status symbol” con una corrente controcorrente, in cui le fogge gioiose sono il ponte ludico e pluricromatico di un alleanza da costruire, da educare ma sopratutto da vivere.

Calzini, pettinature, borse, t-shrt, ombrelli per la pioggia, guanti e il guardaroba tutto, esplode silenzioso nei cuori dei contestatori sensibili, a volte indignati, di modaioli consapevoli a caccia di sogni concreti.

Nel 1990 durante la guerra del Golfo, l’Onu celebrò la pace con una sfilata tutta Made in Italy, in cui, debuttò al Palazzo di Vetro il palestinese, ormai cittadino italiano:Jamal Taslaq che cucì con un virtuosismo straordinario, un dialogo tra mondi e culture diverse.

Nello stesso anno e per la medesima occasione un abito bianco con la scritta pace, ricamata in quattordici lingue, segnò la storia del costume contemporaneo, con uno slancio poetico firmato Valentino, icona del lusso, di eleganza, di tradizione, il quale con il suo saper fare la grande moda, ha instaurato uno stato di sereno abbandono alla bellezza.

Dopo gli attentati in Francia, la questione Siriana e il terrorismo, questo abito diviene il simbolo di una veste bianca da ritrovare nell’innocenza dei giusti.

In maniera molto profetica, il brand Valentino ancor oggi, lancia una collezione rainbow.

Un cammino nella moda, che diviene, come anche per Moschino, forse inconsciamente, continuità di messaggi sociali per un nuovo e desiderato umanesimo

Ad avvalorare la tesi di un nuovo umanesimo, abbiamo anche le borse di Chanel, fatte da nappine di diversi colori come l’arcobaleno dopo la tempesta, svelandoci come la” Fashion and peace”,

possa essere inquadrata all’interno di una visione percettiva, di un esteriore indossabile.

Con questo contenitore di contenuti, chiudo il sipario con gli applausi del pubblico ben vestito, per donarvi dalle fodere del lusso, una citazione di Gianni Versace: nel passato le persone nascevano nobili. Oggigiorno la nobiltà deriva dalle proprie azioni.

Dalle vostre buone azioni,  la “fashion peace” è possibile!


Angelo Pantaleo

 

Fashion and peaceultima modifica: 2015-11-26T01:48:39+01:00da iconatrentadue
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